Così si trivella il vulcano Marsili. Terremoti indotti.

Ieri alle 11:07 (ora italiana) l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un terremoto con epicentro nel Mar Tirreno, ipocentro superficiale a 7,4 chilometri, magnitudo momento 3 (scala Richter). Il sisma si è manifestato alla longitudine 38.846° e latitudine 14.308°.

http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7229613471/event.html

Tali coordinate risultano ad un soffio dall’area estesa per 678,3 chilometri quadrati, concessa alla società Eurobuilding Spa, dal ministero dello Sviluppo Economico con esclusione della valutazione di impatto ambientale, per un’attività di ricerca di energia geotermica da attingere dentro il più grande e attivo vulcano sottomarino d’Europa.Un’impresa mai realizzata prima d’ora al mondo,  grazie ad un investimento finanziario privato, di ben 2 miliardi di euro.

Questo genere di attività invasiva – al mero fine di intascare  profitto economico a tutti i costi – può creare gravi e pericolose conseguenze all’ecosistema marino e alla sicurezza della Penisola italiana?

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fontre INGV: attività sismica fino al 2002

 

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fonte INGV: attività sismica ultimi 90 giorni

 

L’Eurobuilding gode di un semplice “permesso di ricerca” rilasciato dal direttore generale del ministero al ramo, tale Franco Terlizzese. Il titolo minerario che scade il 29 settembre 2013, al modico prezzo di euro 20,24 per chilometro quadrato di territorio da sfruttare, prevede e autorizza tra l’altro l’attività di “perforazione e sondaggio”, nonché “test di produzione”.
Sul sito internet della Eurobuilding fa bella mostra questo inquietante annuncio:
“Entro il 2012 potrà essere realizzato il primo pozzo geotermico offshore della storia.
La perforazione dei pozzi esplorativi è la fase finale di ogni programma di esplorazione ed è il solo metodo che permette di definire con certezza le caratteristiche di un serbatoio geotermico e di valutarne il potenziale.
L’attività di perforazione verrà sviluppata attraverso una struttura superficiale di supporto (piattaforma semisommergibile, drilling ship).
Profondità di attacco tra 500 e 1000 m non costituiscono un problema per l’utilizzo di tubaggio di raccordo con la testa pozzo (riser). Verranno utilizzati sistemi di sicurezza tipo BOP’s (Blow Out Preventer
Stack) per il controllo delle pressioni nel pozzo ed evitare improvvise (e
improbabili) eruzioni di fluidi dal foro di perforazione: è superfluo ricordare che in ogni modo si tratta di acque ad alta temperature, e non di idrocarburi!”.

http://www.eurobuilding.it/marsiliproject/index.php?option=com_content&view=article&id=20&Itemid=125

http://www.eurobuilding.it/marsiliproject/index.php?option=com_content&view=article&id=95&Itemid=126

Sullo stesso portale si legge:
“La prima unità produttiva offshore potrà essere in funzione nel 2015.
Una volta effettuato il pozzo geotermico ed eseguite tutte le prove di produzione (per la determinazione del titolo e dell’entalpia del fluido e delle portate emungibili) la trasformazione in energia elettrica dei fluidi geotermici estratti deve necessariamente avere luogo in mare, al fine di evitare di disperdere il contenuto termico a causa di un eventuale trasporto sulla terraferma”.
Vale la pena sottolineare che questo genere di esplorazione può provocare, ovvero indurre terremoti con ipocentri superficiali. Il fenomeno in ambito scientifico è acclarato da mezzo secolo, basta sfogliare la letteratura scientifica in materia. Ecco a titolo d’esempio concreto, un caso italiano analizzato in passato dagli esperti.
L’argomento della trattazione è attualissimo, infatti è uno dei rari testi dell’Istituto Nazionale di Geofisica che fa riferimento alla sismicità indotta da estrazioni metanifere in Italia.
Caloi e i suoi colleghi iniziano con il rammentare che tutto il territorio del Lodigiano è a sismicità irrilevante, e a tutt’oggi la provincia di Lodi, inclusa Cavenago d’Adda, viene classificata a rischio 4, la più bassa. E allora chi ha provocato il terremoto di intensità 5.5 Richter nel 1951?
Caloi e i suoi colleghi ipotizzano che la responsabilità sia proprio dell’estrazione di ingenti quantità di metano nella zona e della conseguente decompressione del territorio che determinò squilibri e alla ricerca di “nuove posizioni di equilibrio”. Gli studiosi attestano: «Osserviamo che l’epicentro cade precisamente nei pressi di Caviaga. In questa località esistono pozzi metaniferi, da cui si estraggono giornalmente notevoli quantità di gas metano che vanno dai 10.000 metri cubi ai 300.000 metri cubi. Tale estrazione dura da anni ormai : la decompressione in atto nella zona attiva è quindi notevole. La singolarità del meccanismo secondo cui la scossa si è determinata, il fatto che la zona interessata è notoriamente asismica e che in essa, da parecchi anni, è in corso un’abbondante estrazione di gas metano, ha fatto ritenere non del tutto improbabile che le scosse in esame siano comunque collegate all’enorme decompressione in atto negli strati profondi, di dove il gas scaturisce con pressioni superiori ai 100 kg/cm2».
La veridicità di questo evento è confermata anche nel volume Economic Geology: Principles and Practise, di Walter L. Pohl, professore di geologia. Il libro risale al 2011, e a pagina 577 è scritto inequivocabilmente: «The first and one one of the largest gas-production related earthquakes to date occurred in 1951 at the Caviaga field – Northern Italy, with a magnitude of 5.5».
La connessione trivelle-terremoto viene documentata da numerosi articoli, scritti anche per conto dell’industria del petrolio, come questo pubblicato dalla Society of Petroleum Engineers:
«In Italy, the production of gas from the Caviaga field caused an earthquake of magnitude 5.5 in 1951».
Addirittura in un articolo del Geophysical Research del 1998 si include Caviaga in una lista di terremoti indotti dalle estrazioni di idrocarburi, assieme a Coalinga, Kettleman, Montebello (California) e Gasli (Uzbekistan, ex URSS) di cui abbiamo parlato tante volte.
Inoltre, Caloi e i suoi colleghi ricordavano anche gli scoppi di pozzi metaniferi a Basiasco, in provincia di Lodi, il 5 marzo del 1949 e all’eruzione incontrollata di gas che durò per vari giorni, e che causò «oltre al crollo della torre di sondaggio, una serie di spaccature nel terreno circostante al soffione, lunghe molti metri, larghe una diecina di centimetri e con un sensibile dislivello fra gli orli di esso. La popolazione di Basiasco fu costretta, per il pericolo di crolli, ad abbandonare temporaneamente le case». Singolare coincidenza: anche in quell’occasione ci fu un terremoto, seguito da altre 30 scosse di assestamento.

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Secondo il noto sismologo Enzo Boschi (già a capo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) si corre il pericolo di innescare disastrosi maremoti. Il fenomeno è stato evidenziato anche da uno studio del Cnr e prospezioni dell’INGV che hanno mappato altri vulcanI sul fondo del Tirreno.
Ergo, non si tratta di fantasie di tuttologi improvvisati, e negazionisti correlati dei tempi correnti. Rischi e pericoli sono evidenti.
Provocare terremoti con l’attività bellica segreta e mascherata o la rapina di idrocarburi o comunque di energia naturale, è una possibilità dalle gravi conseguenze per lo Stivale e per la popolazione italiana.

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Post scriptum

Per la cronaca, il 15 gennaio 2004 il settimanale PANORAMA ha pubblicato l’inchiesta MARE NOSTRUM DI VULCANI.

Approfondimenti:

http://www.eurobuilding.it/marsiliproject/index.php?option=com_content&view=article&id=43&Itemid=128

Istanza di Permesso di Ricerca di Fluidi Geotermici a mare denominata “TIRRENO MERIDIONALE 1” – zona E “Mar Tirreno”

BUIG L-6 del 30 maggio 2006

CIRM 5 maggio 2008

Integrazione 24 settembre 2008 – Relazione tecnica e geologica e programma dei lavori; Quadro economico-finanziario dei lavori.

CIRM 23 Ottobre 2008

MATTM (Direzione V.I.A.) – Esclusione Valutazione di Impatto Ambientale

Conferimento Permesso di Ricerca – Decreto Interministeriale 29/09/2009

http://www.eurobuilding.it/marsiliproject/index.php?option=com_content&view=article&id=46&Itemid=124

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/ditta.asp?sigla=EU

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/dettaglio.asp?cod=1

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/deposito/titoli/decreti/1_20090929.pdf

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/buig/53-10/53-10.pdf

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/mappa.asp?cod=1

http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7229613471/event.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=marsili

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/08/italia-terremoti-bellici-e-rapina-di.html#more

http://arxiv.org/pdf/cond-mat/9810190.pdf

http://www.onepetro.org/mslib/servlet/onepetropreview?id=00020887

http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=fracking-can-cause-earthquakes

 

Fonte.

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