E intanto la Spectrum in Croazia…

Ecco qui cosa accade dall’altro lato.

La Spectrum, non sazia dei mari italiani, continua con il suo attacco al mare in Croazia.

Hanno infatti appena annunciato di avere completato le proprie acquisizioni sismiche dall’altro lato del mare nostrum con la registrazione di circa 15,000 chilometri di “modern data in 2D” e cioe’ “dati moderni” in due dimensioni.

Hanno diviso il mare di Croazia con un reticolo da 5 chilometri per 5 chilometri, fatto le ispezioni sismiche in ciascuno. I dati sulle condizioni del sottosuolo dei mari croati veranno usati in connessione a quelli italiani.

Il tutto portera’ a

scope for basin-wide evaluation and comparisons with analogous producing oil and gas fields in the neighbouring Italian Adriatic.

e’ cioe’

a nuove possibilita’ per valuazioni su tutto il bacino e paragoni con campi produttivi di petrolio e di gas nel vicino Adriatico Italiano.

Hanno iniziato nel Settembre 2013 e finito qualche giorno fa. I dati saranno pronti nell’Aprile del 2014 e subito dopo il governo di Croazia iniziera’ la svendita dei propri mari al miglior offerente per altre trivelle. La Spectrum sorride e intasca. I petrolieri pure.
Il ministro dell’economia Ivan Vrdoljak, dopo essersi consultato con quelli del petrolio e del gas, dice

“The vast majority of Croatia’s offshore legacy seismic data was obtained more than twenty years ago. After meeting with oil and gas companies I realized that we require new modern seismic data to attract them to participate in Croatia’s upcoming public call for tenders. Spectrum’s work has provided us with this data. More importantly the data points to prospective hydrocarbon deposits in the geologic structures of the Croatian Adriatic with greater clarity. We can already conclude, based on data from the early stages of processing, that hydrocarbon prospectivity is significant and that undrilled prospects are present throughout the entire Croatian side of the Adriatic. The newly acquired seismic data will be essential to understand the full hydrocarbon potential of the Croatian Adriatic. Interested oil companies will use the data to efficiently and effectively evaluate hydrocarbon prospects ahead of Croatia’s public call for tenders”

“La maggior parte dei dati sismici sui mari di Croazia e’ stata ottenuta piu’ di 20 anni fa. Dopo avere incontrato le ditte del petrolio e del gas ho capito che avevamo bisogno di dati sismici moderni per attirarli a partecipare alla imminente fase di gara pubblica per le concessioni in mare. Il lavoro della
Spectrum ci ha dato questi dati. Ancora piu’ importante e’ il fatto che questi dati mostrano con maggior chiarezza l’esistenza di depositi di idrocarburi nelle strutture geologiche dell’Adriatico croato. Possiamo gia’ concludere dalle prime analisi dei dati che le prospettive di idrocarburi sono significative e che giacimenti non trivellati sono presenti lungo tutta la parte croata dell’Adriatico. I nuovi dati saranno essenziali per capire il pieno potenziale petrolifero della Croazia. Le ditte petrolifere useranno i dati per valutare efficentemente le prospettive di idrocarburi prima delle gare pubbliche per concessioni croate”.

E poi aggiunge,

“This is a very important project for Croatia to consolidate its position on the energy map of the region, Europe and the world. The world’s largest companies have expressed great interest in the call for tenders and investing in Croatia.

“Questo e’ un progetto molto importante per la Croazia per consolidare la sua posizone nella mappa energetica della regione, in Europa e nel mondo. Le piu’ grandi compagnie del mondo hanno espresso il loro interesse per la gara e per gli investimenti in Croazia.”

Dal canto suo, il presidente della Spectrum, Rune Eng, dice

“With the completion of our latest seismic survey, Croatia has all the ingredients for a successful bid round in 2014: Proven hydrocarbon systems, moderate water depths, existing infrastructure, underexplored open acreage – and all in close proximity to major energy markets. Early results from processed data already indicate new, untested hydrocarbon systems and plays.” 
 
Evviva allora.

Ora qualcuno dira’: beh se trivellano loro pure noi dobbiamo farlo. O anche il contrario, visto che noi trivelliamo gia’ in Adriatico, ad esempio a Ravenna, e allora che lo facciano anche loro.

Io non credo affatto cosi.

Io credo invece che qualcuno avrebbe dovuto dire ai ministri croati – o chissa’ lui stesso avrebbe potuto mostrare un po piu’ di intelligenza e cercare informazioni magari non direttamente dall’industria del petrolio! – delle conseguenze delle trivelle in mare.

Non ne parliamo mai in Italia, e’ un altro tabu, quello della subsidenza indotta del Ravennate.

C’e’ stato anche un convegno a Venezia qualche tempo fa per parlare delle problematiche petrolifere in Adriatico, e cosa hanno concluso?

Niente. Solo tante belle parole.

In un mondo intelligente, i nostri politici, quelli che parlano tanto di ambiente o fanno finta di ambiente, sarebbero stati lungimiranti, e avrebbero deciso di fare di tutto per CHIUDERE l’Adriatico alle trivelle, invece che tappezzarlo di concessioni petrolifere da un lato e dall’altro.

Questo l’ho imparato da Montanelli tanti anni fa.
Fare la cosa giusta e’ sempre la cosa piu’ difficile.
Fonte.

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