La FED? L’esito interventista dell’Era Progressista, non di un complotto.

Di seguito la traduzione integrale in italiano per L’Indipendenza dell’articolo The Real History of the Fed: Why It Didn’t Take a Miracle (Or a Conspiracy!) to Pass apparso su The Skeptical Libertarian Blog da parte di Steven Horwitz, professore di economia austriaca alla St. Lawrence University a Canton (New York), Affiliated Senior Scholar del Mercatus Center alla George Mason University ad Arlington (Virginia) e membro della Mont Pelerin Society dal 1996. Saggista, è autore di due libri e di varie pubblicazioni di politica economica, teoria monetaria e storia apparse su testate economiche accademiche e su riviste e siti libertari, è inoltre tra i promotori del free banking. (Traduzione di Luca Fusari)

Forse perché il denaro e la finanza sono tra le parti più complesse ed oscure dell’economia, una varietà di svitati teorici della cospirazione hanno storicamente rivolto le loro argomentazioni contro un ampio numero di istituzioni e pratiche monetarie. Negli ultimi 100 anni, il Federal Reserve System degli Stati Uniti è stato oggetto di molte storie sulle sue origini e il suo continuo funzionamento.

La Fed è ritenuta, da alcuni, come parte di un presunto cartello internazionale bancario ebraico le cui origini si perdono nella leggenda. Per altri è parte del presunto impero dei Rothschild, e per altri ancora è parte di un complotto di banchieri privati ​​per controllare il governo degli Stati Uniti. Anche tra coloro che non sottoscrivono i più scandalosi di questi punti di vista, ci sono molti che si riferiscono alla Fed come ad una “banca privata” che ha un’influenza indebita sull’economia americana.

Non mi è possibile affrontare ognuno di questi racconti sulla Fed nel dettaglio, ma ciò che posso fare è quello di offrire una storia della Fed ed una breve descrizione della sua struttura che fornisca una narrazione alternativa sulle sue origini e sulle sue operazioni. La mia narrazione si basa sulle storie certe sia del sistema monetario degli Stati Uniti che dell’Era Progressista degli Stati Uniti.

Il risultato è una storia che colloca la Fed come un altro esempio dell’Era Progressista, dove lo zelo è per un ruolo più ampio dello Stato amministrativo, per rimediare ai supposti fallimenti del capitalismo, facendo affidamento su ben intenzionati esperti esecutori delle sue politiche. Come altre normative di quel periodo, la Fed fu un intervento del governo sostenuto sia dai riformatori ideologicamente motivati ​​e ben intenzionati che dall’industria regolamentata.

Piuttosto che essere una sorta di cospirazione unica per prendere il controllo del sistema monetario degli Stati Uniti, fu una storia molto simile a quelle che si trovano nella storia delle regolamentazioni, dalle ferrovie alla regolamentazione sull’imballaggio della carne, alla regolamentazione dei monopoli e ai trust, come storici a partire da Gabriel Kolko hanno documentato. Fattori storici unici nel sistema monetario hanno influenzato la particolare forma assunta dalla Fed, ma la sua ampia storia si colloca esattamente nella tradizione dell’Era Progressista. Se la Fed fosse il prodotto di una nefasta cospirazione allora lo è assieme a tutta una serie di altre normative approvate in quel periodo.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7a/Fed_Reserve.JPG/350px-Fed_Reserve.JPGLa Fed non emerse come una risposta ai guasti del libero mercato nel settore bancario, né come risultato di oscure cospirazioni bancarie, ma invece fu una risposta ai fallimenti del National Banking System (Nbs) (1863-1913) che l’ha preceduta. Il sistema bancario degli Stati Uniti non è mai stato un libero mercato, come il NBS fu una risposta alle normative preesistenti a livello statale in materia bancaria.

Sotto il Nbs, e molti dei sistemi statali che l’hanno preceduto, le banche furono oggetto di tre importanti regolamentazioni: 1) limite alla capacità delle banche di operare in maniera ramificata, 2) minima riserva necessaria; 3) l’obbligo per le banche che hanno prodotto valuta di comprare alcuni titoli o altri assets finanziari come garanzia collaterale.

La prima e la terza di queste norme furono particolarmente problematiche. I limiti alle ramificazioni variavano. Durante gli anni antecedenti alla guerra civile, le filiali bancarie di ogni genere erano illegali, le banche potevano operare solo in una sede. Durante il Nbs, le ramificazioni interstatali erano illegali, in quanto nessuno Stato avrebbe consentito alle succursali di banche privilegiate in altri Stati di aprire sportelli al suo interno (alcuni Stati ancora vietano a banche terze di aprire filiali). Il risultato fu un sistema bancario con poche istituzioni inter-bancarie e troppe banche che erano troppo piccole e non sufficientemente diversificate, e quindi eccessivamente inclini al fallimento.

I requisiti di garanzia obbligazionali collaterali erano anch’essi un problema. Prima della guerra civile furono spesso usati come una forma di capitalismo clientelare, con alcuni Stati che chiedevano alle banche di comprare i titoli delle ferrovie e di altre aziende nominalmente private invece dei (o in aggiunta ai) titoli di Stato come garanzia. Nel Nbs, per statuto le banche federali erano tenute ad acquistare titoli di Stato federali come un modo per poter finanziare la Guerra Civile. Indipendentemente dal fatto che i titoli fossero richiesti, l’obbligo di acquisto dei titoli da parte delle banche, quando queste volevano ampliare i loro volume valutario, divenne un problema in quanto le obbligazioni richieste a volte risultarono essere inutili o scarse. Il risultato fu un periodico panico sulla valuta che continuò per tutto il secolo.

L’utilizzo di una regolamentazione bancaria e delle banche centrali, come un modo per finanziare la spesa pubblica, in particolare per la guerra, spiega le origini di numerose banche centrali e degli altri interventi nel settore bancario da parte dei governi nel corso della storia. Le varie teorie del complotto circa la Fed fanno intravedere una verità importante: le banche centrali e la regolamentazione bancaria è stato a lungo un modo attraverso il quale i governi hanno estratto le risorse dal settore privato, molto spesso per attività che sarebbero difficili da sostenere attraverso la tassazione o il debito.

Le banche centrali come la Fed non funzionano in maniere particolarmente visibili al pubblico. Tuttavia, questo tipo di costo occultato non riguarda solo le banche centrali. L’ambito militare è un altro esempio. Come vedremo in seguito, nessuna delle attività intorno alla creazione della Fed ha avuto luogo in gran segreto, nonostante l’attenzione eccessiva rivolta alla riunione di Jekyll Island che ha contribuito a formulare la sua struttura definitiva.

Il risultato delle regolamentazioni del Nbs fu una serie di sempre peggiori forme di panico bancario, culminanti nel grave panico del 1893 e del 1907, entrambi i quali portarono alle principali recessioni. Dopo di essi, il dibattito sulle alternative si scaldò. Nel 1907, l’Era Progressista aveva già prodotto le leggi anti-trust, il Pure Food and Drug Act, e numerose altre nuove normative. In questo contesto, è avvenuto il dibattito sulle istituzioni monetarie. L’insoddisfazione sul National Banking System portò ad una serie di commissioni pubbliche e dibattiti promuoventi una sua riforma.

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Dopo il panico del 1907, un certo numero di leggi furono presentate al Congresso, le quali avrebbero efficacemente affrontato i problemi, eliminando i requisiti dei titoli collaterali come garanzia e consentito un certo grado di ramificazione interstatale.

Terminare i requisiti di garanzia sui titoli era politicamente accettabile, ma l’apertura alla ramificazione fu fortemente avversata dai piccoli Stati agricoli che temevano che le grandi banche delle città, soprattutto quelle di New York, sarebbero entrate al loro interno spingendoli fuori mercato. Con ogni Stato avente due voti al Senato, questi tentativi economicamente saggi di riforma morirono di una morte politica.

Con una buona fabbricazione economica di cattiva politica, come spesso accade, fu necessario un compromesso. A lungo ci furono voci che sostennero una sorta di banca centrale con argomenti coerenti con quelli fatti per altre riforme dell’Era Progressista. La convinzione era che il problema più grave fosse fare in modo che le riserve potessero essere spostate dove fossero necessarie invece di essere centralizzate a New York e in un paio di altre grandi città.

Realizzare una sorta di cooperazione intenzionale nella gestione delle riserve poteva realizzarsi attraverso una banca centrale. Tuttavia le stesse aree rurali, che temevano le grandi banche della città e la possibilità di loro filiali, temettero anche una banca centrale che sarebbe stata troppo strettamente collegata a quelle stesse banche, oppure a Washington. Gli Stati Uniti hanno una lunga storia di timore verso il potere monetario centralizzato, sia esso privato o pubblico. Tutti questi dibattiti hanno avuto luogo in pubblico, nel governo, sui giornali, e nel mondo accademico.

Quando fu probabile che la proposta del governo si sarebbe politicamente affermata, si crearono due gruppi di sostenitori così come spesso è avvenuto con la legislazione nell’Era Progressista, riprendendo in gran parte in parallelo il fenomeno dei “Battisti e dei Contrabbandieri”. Il concetto dei ” Battisti e dei Contrabbandieri” deriva da due gruppi che hanno sostenuto il proibizionismo. Da un lato vi fu il movimento della temperanza, con le sue istanze morali contro il demone del rum. D’altra parte vi erano i contrabbandieri , che hanno approfittato enormemente del proibizionismo, proprio come i moderni spacciatori traggono grande profitto dalla loro capacità di far pagare prezzi elevati per le droghe illegali.

Questo schema di base può essere usato per spiegare tutta una serie di interventi del governo dove il supporto proviene sia da coloro che sostengono la causa per ragioni morali/etiche che da coloro i quali stanno per beneficiare materialmente  dell’intervento. Ad esempio, sia gli attivisti di sinistra che Walmart supportano un aumento del salario minimo. I primi per motivi ideologici e il secondo perché in genere pagano al di sopra del minimo e alzandolo li gioverebbe aumentando i costi dei loro concorrenti più piccoli.

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La creazione della Fed fu sostenuta nell’Era Progressista sia dai riformatori (i “Battisti”), che in genere tendevano a credere che la gestione amministrativa del governo da parte di esperti fosse il modo per risolvere i problemi sociali, compresi quelli economici, sia dai banchieri ed economisti che vedevano nel nuovo sistema una fonte di profitti, di potere e prestigio (i “Contrabbandieri”).

Una varietà di organizzazioni professionali furono coinvolte nel sostegno per la creazione di una sorta di banca centrale degli Stati Uniti. Queste organizzazioni inclusero l’American Economic Association, ma anche l’American Bankers Association e l’American Academy of Political and Social Science.

I più grandi banchieri avevano già qualche potere sotto il Nbs, ma una banca centrale li avrebbe più strettamente collegati al processo politico dando a loro un imprimatur ufficiale nel trattare con i governi stranieri. Non tutti gli economisti sostennero il sistema proposto, né la maggior parte dei banchieri del Midwest, ma molti fecero e videro la cosa come un’opportunità per portare i principi di gestione scientifica del denaro nelle politiche pubbliche, oltre ad un modo per elevare il loro profilo.

Questa non fu una “cospirazione”. Fu ancora una volta, un esempio classico di  Battisti e Contrabbandieri, ed analoghi esiti vi furono in una serie di altri interventi governativi nel corso della storia americana. Il problema con la Fed non è che essa fu il prodotto di una cospirazione da parte di banchieri privati​​, ma che essa fu il prodotto della politica. Naturalmente i banchieri privati ​​avevano un interesse nel risultato ed hanno partecipato alla creazione della Federal Reserve.

Hanno fatto la stessa cosa con il monopolio nelle ferrovie e la regolamentazione dei farmaci e del cibo. Il corporativismo che ha caratterizzato l’Era Progressista, e continua a caratterizzare i nostri tempi, non si basa sui complotti, ma sulla fallace idea che confidando nella politica essa possa risolvere i problemi anziché favorire incentivi e soluzioni politiche a beneficio di interessi privati ad essi collegati.

I negoziati tra politici e banchieri continuarono nei primi anni ’10 del XX° secolo, alla fine si stabilì un Federal Reserve System come una “banca centrale decentrata”. Suddivisero gli Stati Uniti in 12 distretti ponendo una banca regionale a capo di ognuno di essi, con tutte e 12 coordinate da un miope board a Washington, la speranza fu quella di opporsi politicamente alla possibilità dei “cartelli sul denaro”.

I teorici della cospirazione sulla Fed affermano però una verità, a fronte di un cumulo di loro inesattezze. Sì, la Fed è tecnicamente “privata”, nel senso che non è il bilancio del governo federale. Essi sostengono che è una banca privata di proprietà dei banchieri. Ma stanno ponendo la domanda sbagliata quando chiedono ‘chi possiede la Fed’. La vera domanda da porsi è: chi le possiede, dato che la Fed, nel suo complesso, sono in realtà 12 banche distrettuali?.

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Ciascuna delle banche distrettuali è “di proprietà” delle banche che operano nel loro distretto. La proprietà non è però come il possedere azioni dell’Apple. Le azioni che ogni banca ha non possono essere scambiate e forniscono limitati diritti e poteri decisionali. Anche l’interesse che le banche distrettuali guadagnano sui titoli di Stato da loro detenuti viene restituito al Tesoro, quindi questo giova poco alla “Fed” o ai banchieri che presumibilmente la possiedono.

Le banche distrettuali non sono più private, come lo sono invece Apple, Ford o anche una piccola impresa locale. A parte l’impossibilità di scambiare azioni, la questione più evidente è che l’intero sistema è stato creato dal Congresso il quale ha anche concesso un certo numero di privilegi politici, compreso il suo monopolio sulla valuta. Chiamare la Fed una “banca privata” è vero solo in un senso molto limitato del termine, e le critiche basate su di esso sono straordinariamente fuorvianti e spesso molto disinformate.

La Fed non è il prodotto di una cospirazione, né lo è più di ogni altro pezzo di legislazione approvata nel corso dell’Era Progressista e in seguito. Sì, gli interessi privati ​​hanno giocato un ruolo significativo, ma è la natura dello Stato corporativo. Sì, la Fed è ufficialmente un’istituzione “privata”, ma non è di proprietà di singoli banchieri, piuttosto delle banche, e le banche non possono commerciare o trarre profitto dalle loro “azioni” possedute.

Il famoso incontro a Jekyll Island non fu diverso da quelle conversazioni che avvengono ogni giorno su K Street, nelle quali i politici, i lobbisti e gli uomini d’affari progettano nuovi regolamenti ed istituzioni. Il danno che la Fed ha fatto nei suoi 100 anni è in sé abbastanza significativo. Non c’è bisogno di inventare strane teorie del complotto per spiegarne la sua storia, quando gli stessi strumenti che spiegano l’origine e il fallimento di quanto il governo cerca di fare si applicano anche alla Fed.

Fonte.

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