La maggioranza c’è, Berlusconi è isolato

Ventitre dissidenti garantiranno la prosecuzione del governo. Il Cav voterà la sfiducia e si accomoderà all’opposizione

Silvio Berlusconi senato 250x166 La maggioranza cè, Berlusconi è isolatoSconfitto. Questo è l’unico aggettivo che oggi si può attribuire a Silvio Berlusconi. Sconfitto nel proprio partito. Il Pdl, quindi, molto probabilmente voterà la sfiducia e poi imploderà. Mentre i dissidenti rimarranno a fianco del governo.

Troppo tardi. Questa mattina sembrava che il Cav puntasse a prendere tempo e a tentare di tenere unito il partito. La conta ci sarà, e sarà in Aula. Roberto Formigoni e altri parlamentari sembrano intenzionati ad abbandonare il Capo e a fondare un nuovo gruppo che dovrebbe chiamarsi “i Popolari”. Quindi, se di scissione per ora non si può parlare, manca veramente poco. Ed è tardiva la mossa di Berlusconi di cercare oggi di ricucire lo strappo scegliendo inizialmente di adeguarsi al volere di Alfano e Cicchitto.

La vittoria di Letta. L’uscita dalla maggioranza dei berlusconiniani rafforzerà il governo, in primo luogo Enrico Letta che ha giocato magistralmente le sue carte, facendo uscire allo scoperto le contraddizioni del Pdl, il partito che più di tutti finora ha rappresentato una spina nel fianco all’interno della maggioranza. Berlusconi isolato non rappresenterebbe più un problema.

Normalizzare il centro-destra. Insomma, oggi termina il berlusconismo e nascono le (vere) larghe intese. Il centro-destra, dopo il bluff dello scorso anno quando annunciò le primarie (con tanto di regolamento) che mai si fecero, ora ha l’occasione di normalizzarsi e diventare un vero partito di ispirazione popolare sul modello europeo, con un grado di democraticità interna che finora non c’è mai stato. Ad Alfano il compito di guidare quindi il centro-destra fuori dal guado. È certo che non ci saranno Micaela Biancofiore, Daniela Santanché e Renato Brunetta in questa nuova compagine. Seguiranno il Capo fino alla morte (politica).

Ci vuole coraggio. Senza Berlusconi – uomo che raccoglie intorno a sé ancora un forte consenso popolare – il centro-destra dovrà affrontare un lungo travaglio. Ci vuole coraggio e soprattutto ci vuole pazienza perché tutto va ricostruito nel momento in cui anche il proprio elettorato di riferimento dopo vent’anni cerca la figura del Capo. Ma i partiti – quelli veri – vivono di principi e valori, non di persone.

Fonte.

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