La rivista “Mother Jones” rivela che la CIA finanzia il progetto di geoigegneria dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti

Mother Jones, come possiamo controllare facilmente (per esempio andando sul sito di Amazon, specializzato nella vendita on line di libri e riviste) è una rivista Americana. Wikipedia (hhttp://en.wikipedia.org/wiki/Mother_Jones_%28magazine%29) ci informa inoltre che si tratta di una rivista orientata a sinistra, che si occupa di politica, diritti umani, problemi ambientali e cultura.

In un articolo del 17 luglio 2013 disponibile sul sito di tale rivista viene riferito del progetto sullo studio della geoingegneria promosso dalla National Academy of Science (di cui potete leggere la traduzione qui).

L’articolo si intitola CIA Backs $630,000 Scientific Study on Controlling Global Climate ovvero La CIA fonda uno studio scientifico da 630.000 dollari sul controllo del clima planetario.

Per quanto la testata si sforzi di ridicolizzare nel sottotitolo chiunque sospetti che il controllo climatico sia giù in atto da tempo ciò che rivela l’articolo sembra corroborare i sospetti di molte persone che da anni denunciano l’esistenza di una massiccia campagna di irrorazioni clandestine.  Il sottotitolo recita infatti “Conspiracy theorists, rejoice!” ovvero “teorici del complotto gioite!”, ma vediamo adesso cosa è scritto nell’articolo leggendo la traduzione italiana degli stralci più interessanti.


La Central Inteligence Agency sta finanziando uno studio scientifico che indagherà sulla possibilità di utilizzare la geoingegneria per alterare l’ambiente terrestre e fermare il cambiamento climatico (…) è il primo studio sulla geoingegneria dell’Accademia Nazionale delle Scienze (NAS) sostenuto finanziariamente da un servizio segreto.

(…)

Il costo totale del progetto è di 630.000, dollari che viene suddiviso tra la NAS, la CIA, l’Amministrazione Nazionale degli Oceani e dell’Atmosfera  e la NASA. Il sito della NAS afferma che “la comunità dei servizi segreti degli USA” sta finanziando il progetto, e William Kearney, un portavoce della NAS, ha riferito a Mother Jones che tale frase si riferisce alla CIA. Edward Price, portavoce della CIA, ha rifiutato di confermare il ruolo di tale agenzia nello studio ma ha detto: “E’ naturale che su una questione come il cambiamento climatico l’Agenzia lavori con gli scienziati per meglio comprendere il fneomeno e le sue implicazioni sulla sicurezza nazionale.” A quanto viene riportato la CIA ha chiuso il suo centro di ricerca sul cambiamento climatico e sulla sicurezza nazionale l’anno scorso, dopo che alcuni membri repubblicani del Congresso hanno sostenuto che la CIA non dovrebbe interessarsi al cambiamento climatico.

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Uno dei metodi di geoigegneria proposti sui quali lo studio indagherà è il solar radiation management —aun termine fancy per indicare l’introduzione di particellenella stratosfera per riflettere la luce del sole lontano dal nostro pianeta  

(…)

Sebbene precedenti sforzi per manipolare il clima e le condizioni meteorologiche sono stati spesso derisi, molte proposte di geoingegneria “sono fondamentalmente realizzabili, relativamente poco costose, e sembrano capaci di ridurre signficativamente il rischio climatico, ma con dei rischi,” spiega David Keith, un ricercatore di Harvard ed uno dei più importanti propositori della geoingegneria.

Fonte.

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