News e motori di ricerca, in Italia la norma più severa d’Europa.

L’Italia ha adesso la normativa più severa d’Europa, contro il diritto di siti e motori di ricerca di aggregare o indicizzare le notizie dei giornali. Si trova all’interno del disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità, varato ieri dal Consiglio dei Ministri insieme con il decreto legge Destinazione Italia.

In sostanza si dice che i siti devono mettersi d’accordo con gli aventi diritto prima di utilizzare (in qualsiasi modo) prodotti dell’attività giornalistica (di qualunque tipo: stampa, tv…) contrassegnati con la dicitura “diritti riservati”.

È il tentativo di obbligare i big come Google a pagare gli editori per qualunque contenuto editoriale indicizzato sul motore di ricerca normale, su Google News, su Youtube. Visto che la terminologia usata è molto ampia, la normativa può avere però ricadute anche su qualsiasi utente che, nel proprio blog o su Facebook, utilizzi contenuti editoriali protetti da diritto d’autore.

La novità arriva negli stessi giorni in cui Agcom ha varato con una delibera un nuovo regolamento sul diritto d’autore online. Nella Legge di Stabilità, ora in discussione alla Camera e che poi con ogni probabilità tornerà al Senato, ci sono inoltre altre due norme che possono avere una forte ricaduta sull’innovazione tecnologica: la web tax sui giganti come Google e l’aumento dell’equo compenso dovuto, sui dispositivi elettronici, alla Siae.

Non a caso, Matteo Renzi, all’assemblea del partito (PD), ha messo insieme le critiche a tutti queste normative , affermando che così «diamo l’impressione di un Paese che rifiuta l’innovazione». Tra tutte le questioni, quella meno nota e che è passata finora sotto traccia è appunto la norma di Destinazione Italia (ieri il tema è stato aperto da Radio24 su 2024 ).

Nel testo si legge: “Laddove sia stata apposta dichiarazione di riserva, la riproduzione, la comunicazione al pubblico e in ogni caso l’utilizzazione, anche parziali, in ogni modo o forma, ivi compresa l’indicizzazione o aggregazione di qualsiasi genere, anche digitale, di prodotti dell’attività giornalistica, compresi la forma e il contesto editoriali, pubblicati a stampa, con mezzi digitali, tele-radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico con altri mezzi, è consentita solo previo accordo tra il titolare del diritto di utilizzazione economica dei prodotti medesimi, ovvero le organizzazioni di categoria dei titolari dei diritti a ciò delegate, e l’utilizzatore, ovvero le organizzazioni di categoria degli utilizzatori a ciò delegate. In mancanza di accordo sulle condizioni anche economiche dell’utilizzazione, dette condizioni sono definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su istanza della parte interessata”.

Fonte.

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